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Frattura sottocapitata del femore, la riabilitazione di un giovane paziente

Articolo realizzato a cura della redazione del sito di Polimedica Melfi con la supervisione dei nostri medici specialisti.

INTRODUZIONE

In questa pagina raccontiamo il percorso fisioterapico di un giovane paziente incorso in una brutta fattura del collo del femore.

Vengono descritti gli esercizi svolti dal paziente nella palestra della nostra area fisioterapica per il progressivo recupero funzionale.

Indice:

Quadro generale

Il paziente si è rivolto alla Polimedica a causa di una seria FRATTURA SOTTOCAPITATA DEL FEMORE.

A causa della prolungata immobilità, necessaria per consentire la calcificazione ossea, si è andati incontro a una riduzione della forza e del tono dei muscoli dell’anca della regione antero-posteriore.

Non appena i medici hanno dato il via libera, abbiamo iniziato un intenso percorso riabilitativo, con l’obiettivo di ripristinare il tono muscolare e la funzionalità motoria, attraverso un piano fisioterapico prescritto dallo specialista in fisiatria dott. Antonio  Nigri.

Leggi tutto l’articolo e, se pensi che possa essere utile anche a qualcun’altro, non esitare a condividerlo sui social!

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Gli esercizi

Estensione della gamba

Il paziente ha eseguito da posizione seduta l’estensione della gamba andando a stimolare il muscolo quadricipite femorale.

Durante l’esecuzione dell’esercizio sono stati utilizzati in maniera progressiva dei pesi per aumentare l’intensità del movimento.

Flessione dell’anca

Di fondamentale importanza è stata la stimolazione dell’ileopsosas:

il paziente in posizione supina ha effettuato la flessione dell’anca.

Se in un primo momento il movimento era deficitario, successivamente con l’aumento della forza si è potuto usufruire dei pesi per rendere l’esercizio più complesso.

Flessione della gamba

Oltre ai muscoli della regione anteriore della coscia sono stati effettuati esercizi per i muscoli della regione postero-laterale dell’anca:

per sollecitare il bicipite femorale il paziente in posizione prona ha effettuato la flessione della gamba.

Abduzione dell’anca

Il gluteo risultava il muscolo maggiormente deficitario e per questo si è optato per un approccio terapeutico più intenso per tale distretto:

l’abduzione dell’anca con il paziente in decubito laterale è risultato un esercizio di fondamentale importanza per aumentare tono e forza.

Se in un primo momento il movimento era deficitario, successivamente con l’aumento della forza si è potuto usufruire dei pesi per rendere l’esercizio più complesso.

La collaborazione del paziente è fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi.

Il ponte

È stato eseguito anche il ponte:

viene chiesto al paziente in posizione supina con le gambe flesse di “allontanare” glutei e lombari dal lettino.

Anche in questo esercizio ci si è avvalso dell’utilizzo dei pesi. Con questo movimento si è cercato di stimolare non solo i glutei, ma anche i muscoli quadrato dei lombi e paravertebrali.

Per cercare di ottenere un risultato ottimale in questo distretto è stata effettuata l’elettrostimolazione.

Risultati

Al termine della terapia, durata 2 mesi, il paziente ha ottenuto un netto miglioramento della forza e del tono muscolare di tutto l’arto inferiore riuscendo a effettuare movimenti che in precedenza risultavano di difficile attuazione.

Ringraziamo tantissimo Saverio per essere stato così disponibile da raccontare pubblicamente in questo video la propria esperienza con i nostri specialisti e con i fisioterapisti di Polimedica.

Tutti noi gli facciamo un grosso in bocca al lupo!

Approfondimenti

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