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Osteotomia valgizzante della tibia: la riabilitazione fisioterapica

Post aggiornato il 26 Marzo 2021 alle 16:54

Articolo realizzato a cura della redazione del sito di Polimedica Melfi con la supervisione dei nostri medici specialisti.

INTRODUZIONE

In questo articolo illustriamo il percorso di riabilitazione fisioterapica a cui è stato sottoposto un paziente in seguito ad un intervento di Osteotomia Valgizzante Tibiale. 

Giuseppe si è rivolto all’area fisioterapica di Polimedica dopo aver subito un intervento di osteotomia valgizzante della tibia.

Il caso

Il paziente è stato costretto a ricorrere all’intervento a causa di un fastidio nella parte interna del ginocchio che, trascurato durante gli anni, si è trasformato in un vero e proprio dolore, essendosi creata una artrosi severa in quella zona.

Lo stato di salute generale si presenta molto buono, Giuseppe è uno sportivo amatoriale di circa 45 anni e non presenta, oltre al ginocchio, altre problematiche rilevanti.

Non essere sovrappeso e mantenere in forma il proprio corpo, attraverso un’attività fisica proporzionale alla propria età e condizione, è un elemento molto importante che, oltre ad influire positivamente sul proprio stato di salute generale, influisce in maniera positiva sui tempi di recupero in seguito ad interventi che interessano l’apparato muscolo scheletrico.

Si tratta di un intervento molto complesso in cui i chirurghi ortopedici provocano una frattura della tibia (osteotomia), aprono la frattura e inseriscono un sostituto osseo sintetico e, infine, stabilizzano con apposite placche fissate con viti.

Il risultato è una riduzione del dolore, dal momento che le forze pressorie sull’arto vengono “deviate” sulla parte sana del ginocchio.

Già nei primi giorni post intervento si inizia con esercizi passivi di flesso-estensione per evitare il rischio di rigidità e la deambulazione è consentita con l’ausilio dei bastoni canadesi senza caricare sull’arto operato.

Il paziente ha iniziato la terapia circa due mesi e mezzo dopo l’intervento, presentandosi in struttura con un bastone canadese e una deambulazione difficoltosa, inoltre erano ancora presenti i punti di sutura, rimossi qualche giorno dopo.

L'esame obiettivo

Effettuata l’anamnesi clinica è stato condotto quindi l’esame obiettivo:

Giuseppe presentava ipotonia evidente dei muscoli quadricipite e tricipite surale, edema perirotuleo. Durante le prime sedute abbiamo effettuato esercizi isometrici di rinforzo muscolare e mobilizzazione attiva assistita per recuperare il ROM (range of motion) completo.

Alla seconda seduta il paziente si è sentito in grado di presentarsi senza stampella.

Dopo una settimana siamo andati avanti con esercizi di rinforzo concentrici ed eccentrici  ed esercizi propriocettivi.

Durante il trattamento, assieme ai nostri fisiatri, abbiamo valutato opportuno procedere con delle sedute di tecarterapia con idiba activ terapy, per drenare l’edema residuo e migliorare l’ossigenazione dei tessuti.

Il quadro clinico dopo un mese

Dopo circa un mese il paziente ha nettamente migliorato il quadro clinico generale:

recuperato all’80% il tono-trofismo muscolare, il ROM, la deambulazione corretta.

Giuseppe dopo due settimane di fisioterapia ha continuato autonomamente il lavoro di rinforzo muscolare, dovendo in seguito sostenere il conseguente intervento di rimozione della placca.

Racconteremo in un’altra occasione i futuri sviluppi, sempre su questa pagina del sito Polimedica, inserendo gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda.

Per sapere quando pubblicherò l’aggiornamento a questo articolo, ti consiglio di seguirci sulla nostra pagina facebook .

Non appena pronti caricheremo anche i video in cui mostreremo alcuni esercizi eseguiti durante la fase riabilitativa.

Tutto bene quel che finisce bene

A distanza di 3 mesi, dopo l’intervento di rimozione della placca, Giuseppe è tornato in Polimedica per ottimizzare il recupero ottenuto durante i precedenti cicli di terapia.

Essendo un soggetto in buona forma fisica, è stato ritenuto opportuno lavorare su un ulteriore rinforzo della muscolatura e migliorare ancor più la propriocezione.

Il paziente ha effettuato, sotto la supervisione dei nostri fisioterapisti e medici specialisti, esercizi in concentrica ed eccentrica e di stabilità sulle pedane propriocettive.

A fine ciclo, Giuseppe ha normalmente ripreso le sue attività sportive (calcio, nuoto, ciclismo) senza dolore e con ottime performances.

Siamo molto contenti per Giuseppe e dei risultati raggiunti, non è semplice per il paziente seguire un percorso del genere con interventi chirurgici e diversi cicli di fisioterapia. Occorre forza di volontà e uno stato d’animo positivo. Giuseppe è stato molto bravo e insieme abbiamo raggiunto questo ottimo risultato.

Ciao a tutti… Volevo raccontare la mia storia e la mia esperienza dopo un intervento chirurgico di osteotomia tibiale!!! L’intervento di osteotomia al ginocchio sinistro l’ho fatto ad ottobre… Dopo 3 mesi di riposo con stampelle mi sono rivolto alla Polimedica di Melfi per iniziare la fisioterapia… Ho iniziato le terapie a gennaio. Faccio i miei complimenti per la professionalità e per la forza nello spronare i pazienti… A me è stata di grande aiuto!!! Ho raggiunto ottimi risultati, tant’è che ci sono tornato dopo il successivo intervento! La terapia che fa la differenza è fatta con professionisti del genere!! Grazie a tutti!

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2 commenti su “Osteotomia valgizzante della tibia: la riabilitazione fisioterapica”

  1. Salve, mi sono fatta una osteotonomia valgizzante circa un mese fa e intorno alla cicatrice ho una pelle dura , secca e tiratA tipo cuoio, e’ normale oppure?, grazie mille.

    1. Salve, ovviamente per poter dare dei consigli validi sarebbe opportuna una visita. Se ha la possibilità di venire in Polimedica la nostra equipe è a sua disposizione.
      Se si tratta esclusivamente di un problema di tipo cicatriziale e di aderenze che si sono venute a formare, è possibile trattare la questione da un punto di vista fisioterapico, sia manualmente che attraverso opportuni strumenti.

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