Un mese dedicato alle donne, per allargare lo sguardo sulla prevenzione testo del titolo
Ottobre Rosa: conoscere di più per rischiare di meno

Per tutto il mese di ottobre le Mattinate di Prevenzione – Speciale Ottobre Rosa proporranno una serie di appuntamenti gratuiti dedicati alle donne: occasioni per misurare, conoscere, fare domande e comprendere meglio alcuni dei fattori che possono influenzare la salute nel corso della vita. L’obiettivo non è soltanto parlare della malattia quando compare, ma imparare sempre di più a riconoscere prima i fattori di rischio, interpretarli nel contesto della singola persona e trasformare le informazioni disponibili in scelte di prevenzione. È anche questo il significato che Polimedica vuole dare a concetti come medicina predittiva, personalizzata, di precisione e della longevità: non formule astratte, ma un modo diverso di osservare la salute, cercando di conoscerla prima e meglio. È la stessa direzione intrapresa con il Remake Project e con lo sviluppo dei Percorsi di Cura: superare la logica della singola prestazione per costruire una visione della persona più completa, continuativa e multidisciplinare.
La prima Mattinata di Prevenzione sarà dedicata a un tema che può sembrare lontano da Ottobre Rosa e che invece presenta molte connessioni con la salute femminile: peso, metabolismo e composizione corporea.
Giovedì 8 ottobre, al mattino, presso Polimedica a Melfi, il personale infermieristico effettuerà gratuitamente e senza necessità di prenotazione una serie di rilevazioni e valutazioni: altezza; peso; indice di massa corporea, o BMI; circonferenza vita; pressione arteriosa; frequenza cardiaca; ossimetria; bioimpedenziometria; plicometria.
Al termine ogni partecipante riceverà un report personalizzato con i parametri rilevati. Ma il significato dell’iniziativa non è semplicemente raccogliere dei numeri. La domanda più interessante viene dopo: che cosa ci raccontano quei numeri della nostra saute?

Per molto tempo siamo stati abituati a identificare il rapporto con il peso quasi esclusivamente con la bilancia. In realtà, due persone con lo stesso peso possono avere caratteristiche corporee e metaboliche molto differenti. Il BMI, che mette in relazione peso e altezza, rimane uno strumento utile per un primo inquadramento, ma presenta limiti importanti: non distingue direttamente la massa grassa dalla massa magra e non descrive in modo sufficiente la distribuzione del tessuto adiposo. Per questo è utile integrare il dato del peso con altre informazioni.
La circonferenza vita, ad esempio, può offrire indicazioni sulla distribuzione del grasso corporeo e sull’accumulo nella regione addominale. La bioimpedenziometria permette invece di stimare alcuni elementi della composizione corporea, andando oltre il semplice dato del peso. La plicometria, attraverso la misurazione dello spessore delle pliche cutanee in determinati punti del corpo, può offrire ulteriori informazioni sulla componente adiposa sottocutanea. Nessuna di queste misurazioni, considerata isolatamente, rappresenta una diagnosi. Il loro valore nasce soprattutto dalla possibilità di mettere insieme più informazioni, leggerle nel contesto della persona e comprendere se sia opportuno approfondire ulteriormente. Ed è proprio qui che la semplice misurazione può cominciare a trasformarsi in prevenzione.
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Peso e Metabolismo: il Nuovo Percorso di Cura dedicato al dimagrimento

Composizione corporea: perché massa grassa e massa magra contano
Quando parliamo di peso corporeo, infatti, parliamo in realtà di componenti differenti. Una parte è costituita dalla massa grassa. Un’altra dalla massa magra, che comprende muscoli, organi, ossa e altri tessuti. Questa distinzione è importante perché il peso totale non racconta, da solo, come il corpo è composto. La quantità e soprattutto la distribuzione del tessuto adiposo possono assumere un significato rilevante per la salute metabolica e cardiovascolare. Allo stesso tempo, mantenere una buona componente muscolare diventa particolarmente importante con l’avanzare dell’età, quando la perdita progressiva di massa e forza può incidere su autonomia, metabolismo e qualità della vita. È uno dei punti di incontro tra prevenzione e longevità: non interessa soltanto vivere più a lungo, ma preservare nel tempo un corpo capace di mantenere funzione, autonomia e salute.
Perché tutto questo riguarda anche la prevenzione oncologica?
Il tumore della mammella è una malattia complessa e multifattoriale. Non esiste una sola causa e non esiste un comportamento capace di garantire che una donna non si ammalerà. Età, caratteristiche genetiche, storia familiare, fattori riproduttivi e ormonali, esposizioni ambientali e stili di vita concorrono in maniera diversa alla costruzione del rischio individuale. Esiste però una parte della prevenzione sulla quale è possibile intervenire. Tra i fattori modificabili considerati nella prevenzione oncologica rientrano anche eccesso di peso, inattività fisica, alimentazione e consumo di alcol. Questo non significa che tutti i tumori siano prevenibili, né che chi sviluppa una malattia oncologica ne sia in qualche modo responsabile. Significa qualcosa di diverso e molto più utile: esiste uno spazio concreto nel quale la prevenzione può agire.
Peso corporeo e tumore al seno: cosa ci dice la ricerca
Il rapporto tra adiposità e tumore al seno varia anche in relazione alla fase della vita della donna. In particolare, dopo la menopausa, sovrappeso e obesità sono associati a un aumento del rischio di tumore mammario. Uno studio pubblicato nel 2025 da ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer, basato sui dati di oltre 168.000 donne europee in post-menopausa, ha ulteriormente rafforzato questa associazione. Il dato è interessante non soltanto dal punto di vista oncologico. Suggerisce anche una direzione vicina alla medicina personalizzata: lo stesso parametro può avere un significato differente in persone con caratteristiche cliniche differenti. Non basta quindi chiedersi: “Quanto peso?”
Diventa sempre più utile domandarsi: “Qual è la mia età?”; “Sono in menopausa?”; “Come è distribuito il tessuto adiposo?”; “Qual è la mia salute metabolica e cardiovascolare?”; “Qual è la mia storia clinica?”; “Qual è la mia composizione corporea?”.
Sono domande che spostano l’attenzione dal numero sulla bilancia alla persona.
La ricerca sta andando oltre il BMI
Negli ultimi anni numerosi studi stanno cercando di capire se la composizione corporea possa offrire informazioni aggiuntive rispetto al semplice BMI. Le evidenze disponibili indicano che la distribuzione del tessuto adiposo, e in particolare l’accumulo di grasso viscerale, merita attenzione non soltanto in ambito metabolico e cardiovascolare, ma anche nel quadro più ampio della prevenzione. Alcune ricerche hanno inoltre osservato che anche persone con BMI apparentemente nella norma possono presentare una percentuale di massa grassa elevata. Questo non significa che bioimpedenziometria, plicometria o circonferenza vita permettano di prevedere un tumore. Significa, però, che la salute metabolica è più complessa del semplice peso corporeo. Ed è uno dei motivi per cui conoscere meglio composizione corporea, distribuzione del grasso, massa muscolare, alimentazione, attività fisica e metabolismo può avere un ruolo sempre più importante nella prevenzione.
Alimentazione: non esistono “cibi anticancro”, esistono modelli di vita
Anche quando si parla di alimentazione è importante evitare scorciatoie. Non esiste un alimento che, da solo, prevenga il tumore al seno. Esiste invece un insieme di abitudini che, mantenute nel tempo, contribuiscono a costruire un profilo di salute più favorevole. Un’alimentazione prevalentemente ricca di vegetali, frutta, legumi e cereali integrali, associata a un adeguato movimento e alla gestione del peso, rientra nelle principali raccomandazioni internazionali per la prevenzione oncologica. Ma l’alimentazione svolge anche un ruolo più ampio. Contribuisce alla salute metabolica, al mantenimento della massa muscolare, alla prevenzione cardiovascolare e alla gestione del peso nel tempo. Per questo, nel Percorso Peso e Metabolismo, il tema della nutrizione non viene considerato come una semplice “dieta”, ma come una componente di un progetto di salute più complessivo. E c’è un altro elemento sul quale le evidenze sono particolarmente chiare: il consumo di alcol aumenta il rischio di tumore al seno. Anche in questo caso la prevenzione non dovrebbe essere vissuta come un elenco di divieti, ma come maggiore conoscenza delle conseguenze delle proprie scelte.
Dalla prevenzione uguale per tutti a una prevenzione più personalizzata
È forse questo uno dei messaggi che Polimedica vuole accompagnare a tutte le iniziative di Ottobre Rosa. La prevenzione sta progressivamente cambiando. Continueranno naturalmente a essere fondamentali gli screening, i controlli raccomandati e le grandi indicazioni di salute pubblica. Ma a questi strumenti si affianca sempre più la possibilità di stratificare il rischio, mettere insieme informazioni diverse e costruire interventi maggiormente proporzionati alla singola persona. Predittiva significa provare a riconoscere prima una condizione di rischio. Personalizzata significa considerare storia, età, caratteristiche e bisogni della singola persona. Di precisione significa utilizzare informazioni e strumenti appropriati per evitare approcci indistinti. Longevità significa occuparsi non soltanto di quanti anni vivere, ma di come preservare salute, autonomia e qualità della vita durante quegli anni. Non sono quattro medicine diverse. Sono prospettive che possono convergere in un modo più moderno di fare prevenzione.
Dal dato al percorso: Peso e Metabolismo
La Mattinata dell’8 ottobre dialoga direttamente con il Percorso Peso e Metabolismo di Polimedica. Il principio è semplice: il peso non dovrebbe essere osservato soltanto come problema estetico o come obiettivo isolato di dimagrimento. Quando necessario, deve essere inserito all’interno di una valutazione più ampia che tenga conto di:
- metabolismo;
- composizione corporea;
- alimentazione;
- attività fisica;
- condizioni cliniche;
- fattori di rischio;
- obiettivi della persona.
È in questa logica che possono integrarsi le competenze dell’Endocrinologia, della Nutrizione e del personale infermieristico, insieme agli eventuali approfondimenti clinici e diagnostici indicati nella singola situazione. Questa è anche la logica dei Percorsi di Cura del Remake Project: non fermarsi al singolo dato o alla singola prestazione, ma utilizzarli come parte di un percorso di conoscenza e presa in carico.
L’8 ottobre: un primo momento di conoscenza
La Mattinata di Prevenzione dell’8 ottobre non sarà una visita specialistica e non sarà uno screening oncologico. Sarà qualcosa di più semplice, ma potenzialmente molto utile: un primo momento di conoscenza. Peso, BMI, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, ossimetria, circonferenza vita e valutazioni della composizione corporea assumono valore quando smettono di essere numeri isolati e diventano informazioni da comprendere. Perché prevenire significa anche questo: conoscere prima, comprendere meglio, intervenire quando serve.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
- Ministero della Salute. Screening per il cancro del seno. Consultato il 1 ottobre 2026.
- Ministero della Salute. FAQ – Tumore della mammella. Aggiornamento 10 gennaio 2025.
- Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro. Screening oncologici. Aggiornamento 31 ottobre 2025.
- World Cancer Research Fund. Preventing breast cancer. Consultato il 1 ottobre 2026.
- World Cancer Research Fund. Cancer Prevention Recommendations. Consultato il 1 ottobre 2026.
- International Agency for Research on Cancer. Body mass index and breast cancer risk among postmenopausal women with and without cardiometabolic diseases. 7 luglio 2025.
