Il PRP ortopedico è una procedura infiltrativa autologa e minimamente invasiva, studiata soprattutto per ridurre il dolore e migliorare la funzione in alcune patologie articolari e tendinee. In Polimedica viene presa in considerazione dopo una valutazione ortopedica e proposta soltanto quando lo specialista ritiene che possa offrire un beneficio concreto nel percorso della persona.

Branca di riferimento: Ortopedia

Operatrice sanitaria prepara provette per il PRP ortopedico in ambulatorio
Infografica del percorso PRP: valutazione, preparazione, infiltrazione e follow-up

Nota sulle evidenze. Il PRP è una procedura promettente e diversi studi ne documentano possibili benefici in condizioni selezionate, soprattutto nell’artrosi del ginocchio lieve o moderata. La ricerca continua perché preparazioni, protocolli e caratteristiche dei pazienti non sono ancora uniformi. L’esperienza clinica aiuta lo specialista a selezionare i casi, definire obiettivi realistici e integrare la procedura con riabilitazione e altre cure.

Indice
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    A che cosa serve la prestazione?

    Il PRP può essere preso in considerazione in specifici problemi articolari o tendinei, soprattutto quando la diagnosi è definita e il percorso conservativo è stato valutato. Nei pazienti selezionati, diversi studi indicano che può contribuire a ridurre il dolore e migliorare la funzione.

    È un’opzione conservativa promettente, non un trattamento generico per ogni dolore muscoloscheletrico. L’obiettivo è ottenere un beneficio clinico misurabile su sintomi, movimento e attività quotidiane, secondo l’indicazione stabilita dallo specialista.

    Per comprendere evidenze, ambiti di utilizzo e differenze tra artrosi e tendinopatie, leggi l’approfondimento PRP in ortopedia: può davvero aiutare ginocchio e tendini?.

    Come si accede?

    Il percorso inizia con una visita ortopedica. L’esperienza clinica dello specialista è centrale: permette di valutare diagnosi, gravità, trattamenti già effettuati e obiettivi della persona. In Polimedica il PRP viene indicato soltanto quando questi elementi fanno ritenere possibile un beneficio concreto; negli altri casi vengono considerate alternative più appropriate.

    È utile portare:

    • referti e immagini di esami già effettuati;
    • l’elenco dei farmaci e degli integratori assunti;
    • informazioni su allergie, infezioni recenti e condizioni di salute rilevanti;
    • eventuali relazioni di fisioterapia o trattamenti già svolti.

    Non occorre decidere autonomamente il numero di infiltrazioni: eventuale programma, intervalli e controlli vengono definiti dopo la valutazione.

    Nei casi appropriati il PRP può inserirsi nel percorso conservativo prima di discutere trattamenti più invasivi. Non garantisce di evitare un intervento, ma offre la possibilità di lavorare su dolore e funzione con un approccio personalizzato e monitorato.

    Come si svolge il percorso?

    1. Valutazione ortopedica: conferma della diagnosi e verifica dell’idoneità.
    2. Informazione e consenso: confronto su obiettivi, alternative, limiti ed effetti indesiderati.
    3. Prelievo e preparazione: viene prelevato sangue venoso e il campione viene lavorato per ottenere il PRP.
    4. Infiltrazione: il medico somministra il preparato nella sede individuata.
    5. Indicazioni successive: vengono fornite istruzioni personalizzate e, quando previsto, viene programmato il controllo.

    La modalità precisa può cambiare in base al distretto anatomico, alla diagnosi e al protocollo scelto. L’eventuale guida ecografica viene valutata dal medico e non è automaticamente necessaria in ogni caso.

    Come prepararsi?

    Prima della procedura è importante comunicare tutte le terapie in corso e seguire soltanto le indicazioni ricevute dal professionista o dalla struttura.

    Non sospendere autonomamente antidolorifici, antinfiammatori, anticoagulanti o altri farmaci. Le istruzioni su attività fisica, accompagnamento e comportamento dopo l’infiltrazione vengono definite in modo individuale.

    Quali effetti indesiderati e rischi conoscere?

    Poiché utilizza un preparato ottenuto dal sangue della stessa persona, il PRP presenta un basso rischio di reazioni immunologiche e un profilo di sicurezza generalmente favorevole. Dopo l’infiltrazione possono comparire dolore, indolenzimento o irritazione locale temporanei.

    Come per altre procedure iniettive esistono inoltre rischi limitati di sanguinamento, infezione o danno legato alla procedura. Prima del trattamento il medico fornisce le informazioni specifiche per il distretto interessato e indica quali sintomi riferire alla struttura.

    Come si prenota?

    Per avviare il percorso è possibile richiedere una visita ortopedica o informazioni sulla prestazione attraverso la pagina Prenota una prestazione.

    Sul sito sono disponibili il servizio gratuito di richiamata e il contatto WhatsApp. È possibile anche telefonare al centralino Polimedica al 0972 236881.

    La richiesta di informazioni non sostituisce la valutazione: la procedura viene programmata soltanto dopo la conferma dell’indicazione da parte dello specialista.

    Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del medico o dello specialista. In presenza di sintomi, dubbi o condizioni specifiche, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.

    Fonti

    1. NICE. Platelet-rich plasma injections for knee osteoarthritis (HTG497).
    2. American Academy of Orthopaedic Surgeons. Management of Osteoarthritis of the Knee (Non-Arthroplasty): Platelet-rich Plasma.
    3. Laver L, et al. The use of injectable orthobiologics for knee osteoarthritis: A European ESSKA-ORBIT consensus. Part 1—Blood-derived products. 2024.

    Autore: Redazione Polimedica · Contenuto da sottoporre a revisione clinico-scientifica prima di ulteriori aggiornamenti sostanziali.

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