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Carbossiterapia

Per chi è interessato alla carbossiterapia, in questa pagina abbiamo inserito alcune informazioni utili riguardo a questa prestazione i cui risultati sono molto apprezzati da donne e uomini che vogliono risolvere diversi problemi inerenti sia a questioni estetiche che a vere e proprie patologie.

Questo tipo di prestazione non si può fare ovunque, sono pochi i centri di medicina estetica dove poter sottoporsi alla carbossiterapia, specialmente in Basilicata, così come i medici formati per poter erogare questa prestazione, ritenuta fra le più efficaci soprattutto per il trattamento della cellulite, dell’adiposità localizzata, smagliature, ecc.

Ovviamente occorre una visita preliminare con il medico che valuterà, caso per caso e con attenzione, quale sia l’approccio terapeutico più adatto.

Melfi è facilmente raggiungibile anche dagli altri centri della Basilicata, ma anche dalla province limitrofe; quindi se vieni da vicino Foggia, da vicino Potenza o dalla provincia di Avellino e cerchi un centro di medicina estetica per fare la carbossiterapia, ti suggeriamo di prendere in considerazione il nostro poliambulatorio, dove tra l’altro potrai trovare anche tanti altri specialisti a tua disposizione, sia in accreditamento col Servizio Sanitario Nazionale che non.

Ci auguriamo che le informazioni che troverai in questa pagina ti aiutino a sciogliere i tuoi dubbi e a soddisfare la tua curiosità riguardo la carbossiterapia, se così non fosse e necessiti di altri dettagli, ricordati che noi siamo qui per aiutarti e rispondere alle tue domande: quindi non esitare a contattarci!

Il contenuto del seguente articolo è stato supervisionato da un medico di Polimedica.

BRANCA DI RIFERIMENTO:

Indice:

Modalità di accesso alla prestazione:

S.S.N.
Extra S.S.N.

Tempi di attesa: da 7 a 15 giorni

(tempi d’attesa orientativi, in fase di prenotazione potrebbero essere anche inferiori o leggermente maggiori)

Quanto costa la carbossiterapia?

Il costo della carbossiterapia in regime privato può variare in base sia al medico specialista sia alla possibilità dell’utente di usufruire di convenzioni.

Che cos'è la carbossiterapia?

La carbossiterapia è una terapia utilizzata in medicina per il trattamento di varie patologie, mediante la somministrazione per via sottocutanea o intradermica di anidride carbonica allo stato gassoso.

Ma come fa un gas a interagire con i tessuti cutanei e sottocutanei?

Questo accade grazie a due fenomeni, l’effetto Bohr e l’effetto Haldane. Per grandi linee, questi due fenomeni vanno ad aumentare il rilascio di emoglobina nei tessuti e, contestualmente, a generare carbonato di calcio, il quale alcalinizza il pH che promuove l’effetto analgesico e vasodilatante sul tono arteriolare. Gli effetti non finiscono qui, si ha una lipolisi diretta sugli adipociti, una attivazione dei fibroblasti e un aumento dell’angiogenesi, provocando vasodilatazione e riattivazione del microcircolo:

  • ottimizza il flusso sanguigno e il metabolismo cutaneo;
  • migliora i problemi legati all’insufficienza veno-linfatica;
  • aumentando l’ossigenazione dei tessuti, contribuisce a combattere gli inestetismi legati alla cosiddetta “cellulite”;
  • determina ringiovanimento cutaneo.

Cenni storici

È un trattamento medico con una lunga tradizione, infatti veniva usato in balneoterapia (per farci i bagni per intenderci) già nel XVIII secolo in Francia. Anche Napoli ha una lunga storia che riguarda questa procedura per la presenza delle terme in tutta la “zona flegrea”.

La storia moderna di questo trattamento nasce a metà del ‘900 quando l’anidride carbonica purificata veniva utilizzata per il trattamento di patologie arteriose e articolari.

A fine secolo scorso entra ufficialmente nell’armamentario dei medici estetici grazie allo sviluppo di tecnologie moderne che ne permettevano l’iniezione controllata sottocutanea.

A che cosa serve?

Indicazioni terapeutiche

Viene eseguita in ambulatorio mediante micro-iniezioni in dosi variabili effettuate a livello degli arti, dell’addome ma anche su viso, collo, décolleté e mani.

La carbossiterapia è utilizzata in medicina estetica per il trattamento di:
  • PEFS o cosiddetta “cellulite”;
  • Insufficienza veno-linfatica;
  • Linfedema;
  • Lassità cutanea o tissutale;
  • Adiposità localizzata;
  • Invecchiamento cutaneo;
  • Smagliature;
  • Cicatrici sottominate o cheloidi.

Visita preliminare

Come tutte le metodiche di medicina estetica e rigenerativa, la visita preliminare permette di valutare il caso specifico e decidere quindi se questa tecnica fa al caso del paziente.

Talvolta può essere necessario associare altre metodiche per rafforzare uno specifico effetto.

La tecnica

La carbossiterapia consiste nell’iniezione, mediante sottilissimi aghi di piccolissime dimensioni, di quantità adeguate di anidride carbonica nelle aree da trattare dopo disinfezione. I flussi cambiano in base alla regione da trattare e vengono adattati in base alle sensazioni percepite dal paziente. 

Quanto tempo dura una seduta di carbossiterapia?

La durata della seduta varia in base alla regione da trattare: dai 10 ai 30 minuti. Il ritorno alle normali attività è immediato.

Cosa aspettarsi dopo il trattamento

L’effetto di “tensione” del trattamento diviene già visibile dopo 2/3 sedute e aumenta con il prosieguo del trattamento.

Ci sono rischi?

Questa è una delle metodiche più sicure in assoluto, non ci sono casi di reazioni allergiche al gas in letteratura e altri effetti collaterali non sono segnalati.

Non necessita di anestesia.

Controindicazioni

  • Insufficienza respiratoria cronica;
  • Insufficienza renale cronica;
  • Insufficienza cardiaca cronica;
  • Insufficienza epatica cronica;
  • Terapia con acetazolamide, diclofenamide;
  • Terapia con altri inibitori dell’anidrasi carbonica;
  • Terapia con metformina o altre biguanidi;
  • Diabete mellito;
  • Anemia grave;
  • Gangrena gassosa;
  • Gravidanza.

La carbossiterapia è dolorosa?

Durante la terapia è possibile avvertire una sensazione di fastidio e di dolenzia locale, più o meno intensa, a seconda della tollerabilità individuale, dovuta al passaggio del gas, ma è di breve durata.

Altre cose da sapere sulla carbossiterapia

Nell’immediato si avrà una sensazione di gonfiore che scompare nell’arco di 10-30 minuti, in quanto la CO2 viene prontamente eliminata con la respirazione.

Può presentarsi lieve rossore dell’area trattata, raramente sensazione di crepitio della durata di 24-48 ore dopo la seduta.

Raramente possono rimanere dei piccoli lividi nella zona di iniezione ma anche questi tendono a scomparire in pochi giorni.

Dopo accurata visita specialistica si consiglia l’approccio terapeutico migliore, abbinato spesso a massaggi, attività fisica, alimentazione equilibrata e terapia domiciliare cosmetica.

Sono necessarie 10-12 sedute, con un intervallo di 7-15 giorni fra una seduta e l’altra. Si consiglia in seguito un mantenimento.

La procedura è sempre effettuata da un medico adeguatamente formato riguardo a questo tipo di trattamento.

Carbossiterapia e cellulite

La Cellulite (Pannicolopatie Edemato-Fibro-Sclerotiche o PEFS)

La cellulite può essere di tipo puro (adiposità localizzata) o misto (adiposità localizzata e pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica).

Il trattamento terapeutico della cellulite, pertanto, per essere adeguato deve essere sia di tipo riabilitativo della microcircolazione, sia di tipo lipolitico.

Con la carbossiterapia è possibile svolgere:

  • un’azione riabilitativa della microcircolazione;
  • un’azione lipolitica.

L’azione riabilitativa della microcircolazione torna vantaggiosa nel trattamento della cellulite perché agisce sulla componente vascolare alterata che caratterizza la fisiopatologia microcircolatoria della PEFS.

Grazie all carbossiterapia risolviamo le problematiche di stasi venolinfatica che determinano l’edema del tessuto adiposo che innesca quei processi abiotrofico-regressivi-riparativi del tessuto adiposo identificati da Curri come PEFS.

L’azione lipolitica della carbossiterapia torna vantaggiosa nel trattamento della cellulite perché agisce sulla componente adiposa, cioè sulla adiposità localizzata ipertrofica-iperplasica in eccesso determinando la lipolisi dei trigliceridi intradipocitari ipertrofici in acidi grassi e glicerolo.

L’aumento del flusso ematico tessutale locale favorisce la lipolisi perché aumenta la quantità di ossigeno che è trasportato dal sangue dagli alveoli polmonari ai tessuti e che è rilasciato dall’emoglobina a livello dei tessuti trattati.

Con un maggiore apporto e rilascio di ossigeno vengono favoriti i processi ossidativi degli acidi grassi. Inoltre, un aumento del flusso ematico tessutale locale si traduce in un aumento del metabolismo tessutale locale attivando una maggiore richiesta energetica da parte del tessuto adiposo coinvolto e, quindi, con una maggiore stimolazione della lipolisi.

L’attivazione recettoriale stimola la liberazione di sostanze algogene che stimolano la lipolisi distrettuale.

L’amplificazione dell’effetto Bohr e dell’effetto Haldane significa un più facile rilascio da parte dell’emoglobina dell’ossigeno che si rende biodisponibile per i processi ossidativi degli acidi grassi.

Chi esegue la prestazione in Polimedica

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