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Sindrome della morte improvvisa infantile

Articolo realizzato a cura della redazione del sito di Polimedica Melfi con la supervisione dei nostri medici specialisti.

INTRODUZIONE 

Cosa sappiamo e quali sono le attenzioni che deve avere un genitore per ridurre notevolmente il rischio.

È qualcosa di drammatico e di davvero terribile, la sindrome della morte improvvisa infantile (Sudden Infant Death Syndrome – SIDS) è anche conosciuta come morte in culla (“Crib death”) e consiste in un decesso improvviso di un bambino di età compresa tra un mese ed un anno che rimane inspiegato dopo una approfondita indagine.

Fa paura anche solo pensarci, soprattutto per un neogenitore o per chi è in procinto di diventarlo.

Ma è fondamentale affrontare l’argomento e parlarne, un genitore deve sapere quali sono le accortezze da mettere in pratica per ridurre al minimo i rischi che tale nefasto evento possa verificarsi.

Indice:

Concomitanza di più fattori

Attualmente ancora non si conoscono con sicurezza la causa o le cause della SIDS, probabilmente sono una concomitanza di più fattori che possono provocarla.

Recenti studi effettuati negli USA (link in inglese) suggerirebbero che la causa possa essere ricondotta ad alcune anomalie cerebrali che controllano il sonno e la veglia, un problema ad alcuni neurotrasmettitori che impediscono al bambino di svegliarsi in situazioni pericolose come quando stanno assumendo troppo poco ossigeno.

La definizione Sids si applica quando si possono escludere, (previa autopsia e analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze della sua morte), tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato.

Il bambino apparentemente in buona salute, soffre in realtà di una piccola anomalia nel sistema di regolazione dei ritmi cardiaci, respiratori o generali del proprio organismo, poi nei primi mesi di vita avvengono dei cambiamenti nei ritmi del sonno, in quelli respiratori e/o cardiaci, nella pressione o nella temperatura corporea; infine, eventi esterni, come:

  • il fatto di dormire in posiziona prona,
  • l’esposizione a fumo passivo
  • e piccole infezioni respiratorie,

si aggiungono e aggravano il quadro generale, portando alla SIDS.

Gli studi condotti nel corso del tempo hanno portato ad una conoscenza maggiore del fenomeno ed è stato possibile emanare delle linee guide da parte delle principali società scientifiche pediatriche la cui corretta applicazione da parte dei genitori ha ridotto notevolmente l’incidenza della SIDS.

Seguire questi consigli abbassa notevolmente il rischio di SIDS; le accortezze da seguire riguardano fondamentalmente la riduzione dei fattori esterni negativi, come il fumo passivo e il luogo e la posizione in cui far dormire il bebè.

Leggi tutto l’articolo e, se pensi che possa essere utile anche a qualcun’altro, non esitare a condividerlo sui social!

Ricevere l’informazione giusta al momento giusto può fare la differenza!

Di seguito l'elenco delle cose da fare o non fare

  • il bambino deve essere messo a dormire in posizione supina (a pancia in su) sin dai primi giorni di vita; dovrebbe inoltre dormire in culla o nel lettino, meglio se nella stanza dei genitori
  • l’ambiente non deve mai essere eccessivamente caldo. La temperatura ambientale dovrebbe essere infatti mantenuta attorno ai 20 gradi. Da evitare anche l’eccesso di vestiti e di coperte pesanti che possono far sudare eccessivamente il piccolo
  • il materasso deve essere della misura esatta della culla/lettino e non eccessivamente soffice. Va evitato di far dormire il bambino sopra divani (anche per il pericolo di cadute), cuscini imbottiti, trapunte o comunque avendo vicino oggetti soffici quali giocattoli di peluche o paracolpi per evitare anche il pericolo dell’ingestione di corpi estranei
  • il bambino deve essere sistemato con i piedi che toccano il fondo della culla o del lettino in modo che non possa scivolare sotto le coperte; va evitato l’uso del cuscino
  • la condivisione del letto dei genitori è da evitare
  • l’ambiente deve essere libero da fumi, quindi non si deve fumare e soprattutto bisogna evitare che altri fumino in casa
  • l’uso del succhiotto durante il sonno, può avere un effetto protettivo, in ogni caso va proposto dopo il mese di vita (per non interferire con l’inizio dell’allattamento al seno) e sospeso possibilmente entro l’anno di vita (per evitare che disturbi il buon sviluppo dei denti).

L'allattamento al seno per ridurre i rischi​

È stato dimostrato che allattando il bambino al seno si ottiene un’immunizzazione corretta che riduce il rischio di Sids.

Negli Stati Uniti si stima che se l’80 % della popolazione riuscisse, come da raccomandazioni sanitarie, ad allattare in maniera esclusiva per 6 mesi verrebbero prevenute 741 morti (per morte in culla o SIDS, enterocolite necrotizzante del pretermine o NEC e per le basse infezioni respiratorie).

Secondo una ricerca della London School of Hygiene and Tropical Medicine pubblicata sul British Medical Journal, il rischio di “morte nella culla” si quintuplica se il bebè dorme nel letto dei genitori! Lo studio è stato effettuato su un campione di 1.472 casi di Sids e 4.679 bimbi del gruppo di controllo ed è la più ampia ricerca mai effettuata sul problema.

È bene precisare che l’indicazione riguarda i primi tre mesi di vita del bambino, non tutto il primo anno! Dopo i tre mesi i rischi dovuti al “bad sharing” diminuiscono. Dopo i tre mesi, se i genitori non fumano, si può far dormire il proprio pargolo con sé, tendendo in considerazione le medesime precauzioni adottate per la culla, ovvero materasso rigido, assenza del cuscino ecc.

La SIDS colpisce i bambini fra un mese e un anno di vita.

Il picco è fra i 2 e 4 mesi di età, soprattutto nel periodo invernale; è più rara dopo i 6 mesi, eccezionale nel primo mese.

Info utile​

In Polimedica è attivo il servizio di Pediatria. Nel nostro ambulatorio di Melfi i nostri specialisti svolgono visite pediatriche e si occupano in particolar modo di diagnostica ecografica pediatrica, anche in accreditamento col SSN.

È possibile prenotare per il proprio figlio l‘ecografia dell’anca, dei reni e dei surreni velocemente, con una lista di attesa che generalmente non supera la settimana dal momento della prenotazione.

L’adozione di queste semplici regole, nei paesi in cui sono state diffuse attraverso campagne di informazione di massa, ha portato alla riduzione dell’incidenza della SIDS.

Ciò è valido anche per L’Italia, ma è sempre meglio non abbassare la guardia e cercare di diffondere quanto più possibile queste utili informazioni.

In Italia, in passato, la SIDS è stata calcolata avere un’incidenza nell’ordine del 1-1,5% dei nati vivi, ma è attualmente in netto declino per la maggior attenzione nel coricare i neonati in posizione supina.

Ora è stimabile attorno allo 0,5%, ovvero 250 nuovi casi SIDS/anno.

I pediatri e il personale medico, sia dei reparti di maternità che il pediatra di famiglia, normalmente forniscono tutte queste informazioni ai neogenitori, tuttavia è sempre bene diffondere questo tipo d’informazione, perché sono piccole attenzioni che possono aiutare a ridurne ulteriormente l’incidenza e salvare delle piccole vite, in quanto il fenomeno non è ancora del tutto debellato.

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