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Incontinenza urinaria femminile: definizione, diagnosi e terapie

Post aggiornato il 26 Marzo 2021 alle 16:54

Articolo realizzato a cura della redazione del sito di Polimedica Melfi con la supervisione dei nostri medici specialisti.

INTRODUZIONE

In questa pagina si parla di incontinenza urinaria femminile. Vengono fornite informazioni su questo fenomeno e sulle sue diverse tipologie.  Inoltre, vengono date indicazioni sulle diagnosi e sulle eventuali terapie.

Essendo i contenuti dell’articolo molto sintetici e semplificati a scopo divulgativo, qualora si soffra di incontinenza urinaria è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico di famiglia.

Si definisce incontinenza urinaria la perdita involontaria di urina.

Tipologie

Incontinenza urinaria da sforzo

Nota anche come incontinenza urinaria da stress, è causata dalla perdita di sostegno dell’uretra che, di solito, è conseguenza di danni ai muscoli del pavimento pelvico provocati dal parto o da altre cause.

È caratterizzata da perdite di piccole quantità di urina in occorrenza di un aumento della pressione addominale, soprattutto durante particolari attività (sollevare pesi, tossire, starnutire).

Incontinenza urinaria da urgenza

Questo tipo di incontinenza è accompagnato da un improvviso ed irrefrenabile bisogno di urinare.

Fattori di rischio: l’invecchiamento, l’ostruzione del flusso di urina e una dieta ricca di sostanze irritanti (come caffè,  cioccolato).

Incontinenza urinaria mista

È una combinazione di incontinenza da urgenza e da stress.

Un’attenta anamnesi e un approfondito esame obiettivo sono fondamentali.

Vanno ricercate particolari condizioni che possono causare incontinenza: stipsi, prolasso, ostruzione delle vie urinarie e disturbi neurologici.

Oltre agli esami ematochimici e delle urine, per evidenziare eventuali infezioni delle vie urinarie, sono fondamentali le indagini strumentali quali la cistoscopia e gli esami urodinamici eseguiti per misurare la capacità della vescica, il flusso di urina e il residuo post minzionale. (Vedi anche UROFLUSSOMETRIA)

Il trattamento per l’incontinenza urinaria dipende dal tipo d’incontinenza, e da quali misure si adattano meglio allo stile di vita del paziente.

L’obiettivo di ogni trattamento deve essere quello di  migliorare la qualità di vita del paziente.

Nella maggior parte dei casi, la prima linea di trattamento è conservativa.

Trattamenti

Riabilitazione del pavimento pelvico

Attraverso questo percorso riabilitativo è possibile migliorare il controllo urinario.

Alle donne con incontinenza urinaria da stress o mista offrire come trattamento di prima scelta un programma riabilitativo di esercizi con supervisione per il pavimento pelvico, della durata di almeno tre mesi.

Farmaci

Anticolinergici – Estrogeni topici

Chirurgia

Il ricorso alla chirurgia solo dopo il fallimento di altri trattamenti.
La scelta dipende da una serie di fattori, tra cui la gravità del disturbo e la presenza di un prolasso vescicale/uterino.

Procedure di sling

L’intervento più utilizzato per l’incontinenza urinaria da stress.

In questa operazione, una sottile benderella (rete, mesh) viene posizionata al di sotto dell’uretra media , per contribuire al suo sostegno e a migliorare la chiusura uretrale.

L’intervento è minimamente invasivo.

Colposospensione

Questa tecnica è finalizzata  a fornire un sostegno alle strutture pelviche coinvolte; può essere eseguita anche per via laparoscopica.

I risultati a lungo termine sono soddisfacenti ma i tempi di recupero sono più lunghi.

Raccomandata soprattutto per i pazienti con incontinenza urinaria da stress.

La chirurgia uroginecologica  è una chirurgia estremante personalizzata e la personalizzazione è il punto di partenza per evitare gli insuccessi comunque previsti ma percentualmente limitabili.

L’utilizzo delle reti non apporta alcun beneficio aggiuntivo rispetto alla chirurgia senza reti; la deformazione delle stesse reti osservate a seconda delle casistiche nel 30-75% dei casi e l’erosione delle pareti vaginali sono possibili eventi avversi non trascurabili dei quali bisogna obbligatoriamente e dettagliatamente informare la paziente nel preoperatorio.

I possibili esiti avversi associati a interventi chirurgici correttivi per l’incontinenza comprendono sanguinamento, infezione, dolore, ritenzione urinaria o difficoltà alla minzione.

Solo un adeguato studio preoperatorio della paziente (anamnestico, obiettivo e strumentale ) è in grado di far operare la scelta per la tipologia di intervento più opportuno.

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