Contenuto informativo a cura della Redazione Polimedica.
L’ipertensione è un aumento persistente della pressione arteriosa. Spesso non provoca sintomi, ma nel tempo può danneggiare cuore, cervello, reni, occhi e vasi sanguigni. Per riconoscerla non basta “sentirsi bene” né una singola misurazione: servono rilevazioni corrette, ripetute e interpretate insieme al proprio rischio cardiovascolare.
La pressione arteriosa è espressa con due numeri. La pressione sistolica, o “massima”, corrisponde alla fase in cui il cuore si contrae; la diastolica, o “minima”, alla fase in cui il cuore si rilassa tra un battito e l’altro. Entrambe si misurano in millimetri di mercurio (mmHg).
Polimedica ha organizzato il Percorso Alta Pressione per accompagnare valutazione, approfondimenti e controlli nel tempo secondo le necessità della persona.
Quando la pressione è considerata alta?
Secondo le linee guida europee, si parla di ipertensione quando i valori misurati in ambulatorio risultano in modo persistente pari o superiori a 140/90 mmHg. A domicilio, il riferimento per l’ipertensione è una media pari o superiore a 135/85 mmHg.
Un valore isolato non basta per fare diagnosi. La pressione cambia nel corso della giornata e può risentire di attività fisica, emozioni, dolore, temperatura, caffeina o condizioni di misurazione. Per questo la conferma può richiedere più controlli, l’automisurazione a casa o un monitoraggio pressorio delle 24 ore.
Le soglie aiutano a orientarsi, ma non sostituiscono la valutazione clinica. Il significato di un valore dipende anche dall’età, dalla presenza di diabete o malattia renale, da precedenti cardiovascolari, dagli altri fattori di rischio e dalle condizioni generali della persona.
Perché l’ipertensione è pericolosa anche senza sintomi?
Molte persone con pressione alta non avvertono disturbi. È proprio questa caratteristica silenziosa a rendere importanti le misurazioni periodiche: aspettare mal di testa, capogiri o palpitazioni non è un modo affidabile per accorgersi dell’ipertensione.
Se rimane elevata nel tempo, la pressione può favorire danni alle arterie e aumentare il rischio di ictus, infarto, scompenso cardiaco, malattia renale e problemi alla vista. Il rischio non dipende solo dai numeri pressori, ma dal profilo cardiovascolare complessivo.
Per capire come si costruisce una valutazione più ampia, leggi l’approfondimento su come si valuta il rischio cardiovascolare silente.
Come misurare correttamente la pressione a casa?
Una misurazione domestica è utile solo se eseguita con una tecnica costante. Per ottenere dati più affidabili:
- usa un misuratore validato con bracciale della misura adatta;
- resta seduto e a riposo per almeno cinque minuti, in un ambiente tranquillo;
- appoggia schiena e braccio, tieni i piedi a terra e non incrociare le gambe;
- posiziona il bracciale sul braccio nudo all’altezza del cuore;
- esegui due misurazioni a distanza di uno o due minuti, al mattino e alla sera;
- ripeti le rilevazioni per almeno tre giorni, idealmente sette, e annota i risultati;
- mostra il diario pressorio al medico, senza modificare autonomamente la terapia.
Il professionista può indicare tempi diversi in base alla situazione. Se il misuratore restituisce valori insoliti, controlla la posizione del bracciale e ripeti la rilevazione dopo qualche minuto di riposo.
Quali fattori possono favorire la pressione alta?
Alcuni fattori non sono modificabili, come l’età e la familiarità. Altri possono essere affrontati con il supporto dei professionisti:
- eccesso di sale nell’alimentazione;
- sovrappeso o obesità;
- sedentarietà;
- fumo;
- consumo eccessivo di alcol;
- diabete, malattia renale o altre condizioni associate;
- alcuni farmaci o sostanze, da valutare con il medico.
Nella maggior parte dei casi non esiste un’unica causa riconoscibile. Più raramente, la pressione alta può dipendere da una condizione specifica: sarà il medico a valutare se servono approfondimenti mirati.
Che cosa aiuta a controllare l’ipertensione?
Uno stile di vita favorevole alla salute cardiovascolare è importante sia per prevenire l’aumento della pressione sia per affiancare l’eventuale terapia. Può includere un’alimentazione equilibrata e povera di sale, attività fisica regolare compatibile con le proprie condizioni, controllo del peso, stop al fumo e limitazione dell’alcol.
Quando è indicata una terapia farmacologica, la scelta dipende dal quadro individuale. Assumere i medicinali con regolarità e riferire effetti indesiderati o difficoltà favorisce un confronto utile con il medico.
Non bisogna sospendere, ridurre o cambiare i farmaci perché la pressione è migliorata o perché ci si sente bene. Ogni modifica va concordata con il professionista che segue la cura.
Quando è opportuno rivolgersi al medico?
È consigliabile programmare una valutazione quando i valori risultano ripetutamente elevati, quando cambiano rispetto al solito o quando esistono altri fattori di rischio cardiovascolare. Anche chi ha già una diagnosi può aver bisogno di controlli per verificare andamento della pressione, tollerabilità della terapia e salute degli organi coinvolti.
Se una misurazione supera 180/120 mmHg, attendi almeno un minuto e ripetila. Se il valore resta così alto e compaiono dolore al petto, difficoltà a respirare, debolezza o perdita di sensibilità, disturbi della vista, difficoltà a parlare o altri sintomi nuovi e importanti, chiama subito il 112.
Se il valore resta superiore a 180/120 mmHg ma non ci sono sintomi, contatta comunque rapidamente un professionista sanitario. Non assumere dosi aggiuntive di farmaci di tua iniziativa.
Che cosa può comprendere la valutazione dell’ipertensione?
La valutazione parte dalla storia clinica, dai farmaci assunti e da misurazioni corrette. In base al caso possono essere utilizzati il diario domiciliare o il monitoraggio delle 24 ore, esami del sangue e delle urine, elettrocardiogramma e altri approfondimenti scelti dal medico.
L’obiettivo non è soltanto confermare un numero, ma comprendere il rischio cardiovascolare globale, cercare eventuali condizioni associate e definire un piano di prevenzione, cura o monitoraggio adatto alla persona.
Il dott. Michele Carrone, specialista in Cardiologia, coordina clinicamente in Polimedica il Percorso Alta Pressione e gli eventuali approfondimenti con l’équipe multidisciplinare.
Un percorso utile può includere
- conoscere il proprio profilo pressorio con misurazioni affidabili;
- comprendere i principali fattori di rischio;
- confermare o approfondire valori ripetutamente elevati;
- verificare l’eventuale interessamento di cuore, reni o altri organi;
- seguire nel tempo la risposta alle indicazioni e alla terapia.
Il Percorso Alta Pressione di Polimedica
Il Percorso Alta Pressione è rivolto sia a chi vuole conoscere il proprio profilo pressorio, sia a chi ha già rilevato valori elevati o ricevuto una diagnosi, sia a chi necessita di monitoraggio nel tempo.
Il percorso è articolato in tre livelli: conoscere la propria pressione; comprendere il rischio e proteggere gli organi; mantenere la pressione sotto controllo. Prestazioni e approfondimenti vengono definiti in base alle necessità cliniche, senza una sequenza identica per tutti.
L’articolo in sintesi
- L’ipertensione spesso non dà sintomi: per riconoscerla bisogna misurare la pressione.
- In ambulatorio, valori persistenti pari o superiori a 140/90 mmHg richiedono una valutazione; a casa conta la media delle rilevazioni eseguite correttamente.
- Una singola misurazione non basta per la diagnosi.
- Stile di vita, eventuali farmaci e controlli devono essere adattati alla persona.
- Valori superiori a 180/120 mmHg associati a sintomi importanti richiedono assistenza immediata.
Alta Pressione nel cambiamento Polimedica Remake
Alta Pressione fa parte di Polimedica Remake, il processo di cambiamento con cui Polimedica organizza visite, esami, referti e controlli in percorsi assistiti più chiari e coordinati. L’obiettivo è aiutare la persona a comprendere i passaggi utili e a mantenere continuità nel tempo.
Approfondisci il Percorso Alta Pressione
Fonti
- European Society of Cardiology, linee guida 2024.
- Ministero della Salute, Ipertensione arteriosa.
- Istituto Superiore di Sanità, Progetto Cuore.
- World Health Organization, Hypertension.
- American Heart Association, quando chiedere assistenza urgente.
Facilmente raggiungibili
Il Percorso Alta Pressione è disponibile presso la sede Polimedica di Melfi, in Via Montale, presso il Centro commerciale Brunelleschi. La struttura è raggiungibile dall’area del Vulture-Melfese e dai comuni delle province limitrofe di Foggia e Avellino.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del medico o dello specialista. In presenza di sintomi, dubbi o condizioni specifiche, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario.
All’età di 35 a mi è stata diagnosticata una forte ipertensione arteriosa (a seguito della perdita totale della vista). Sottoposto ad ogni tipo di test ed analisi, presso il S. Carlo di Potenza, e dopo aver provato ogni tipo di farmaco anti ipertensivo, la diagnosi fu “Ipertensione essenziale”. Ometto di dettagliare la mia reazione … Ero convinto che la diagnosi avrebbe dovuto essere: “Non siamo capaci di determinare la causa”. Per circa 30 anni ho vissuto con la diastolica che non scendeva mai sotto sotto i 120 e la sistolica che oscillava tra 160 e 180. Non ho mai avuto un infarto né un ictus (per grazia ricevuta!). Nel 2006 mi sono trovato, per problemi non miei, al Sant’Orsola di Bologna. Ad una giovane dott.ssa, scherzando, dissi “perchè non risolvi anche un mio problema?”. Alla spiegazione del problema la bella dottoressa mi disse “e che problema è questo è il mio mestiere, presentati domattina in laboratorio alle 8”. Dalle 8,30 alle 12,30 mi effettuarono 8 prelievi. Il giorno successivo, tra un sorriso malizioso e una plateale soddisfazione mi comunicò che avevo il sangue pieno di aldosterone!!!! Dobbiamo solo capire se intervenire chirurgicamente per eliminate il surrene responsabile o medicalmente (per tutta la vita) se i responsabili sono ambedue. Oggi ho 80 a e la pressione stabilmente a 65/125. La diastolica è troppo bassa?
Salve, senza una visita approfondita da un nostro medico specialista non è possibile fornire indicazioni mediche.
IN CHE ANNO LA DOTTORESSA DEL SANT’ORSOLA L’HA VISITATA? e’ ANCORA IN SERVIZIO? m’INTERESSEREBBE MOLTO SAèERE SE Eì’ POSSIBILE RIUSCIRE A CONTATTARLA SE SAPESSI IL COGNOME DELLA DOTTORESSA CONTATTANDO IL sANT’ORSOLA. GRAZIE PER LA RISPOSTA. ORETTA BATACCHI