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Vertigini: diagnosi, cura e… miti da sfatare

Ultimo aggiornamento il 22 Giugno 2022

INTRODUZIONE (a cura dello staff della redazione)

“Dottore, ho le vertigini” è in assoluto uno dei motivi più frequenti per cui ci si rivolge al medico e, più precisamente, ad un otorinolaringoiatria.

Ma quante volte è davvero colpa dell’orecchio?

Può veramente dipendere da problemi di artrosi cervicale?

Per capirne di più ne abbiamo parlato con un medico molto esperto riguardo a questo tipo di disturbo: la dottoressa Fabrizia de Falco, specialista dell’Ambulatorio di Otorinolaringoiatria della Polimedica di Melfi.

Il nostro poliambulatorio eroga prestazioni sia in accreditamento SSN che privatamente, senza dimenticare le diverse convenzioni stipulate con vari enti, associazioni, aziende e categorie professionali (qui maggiori dettagli).

Proseguendo la lettura dell’articolo, viene prima spiegato cosa si intende per “vertigini” per poi passare alla principali cause e alla diagnosi di questo disturbo.

Indice:

Articolo a cura della dott.ssa Fabrizia de Falco, otorinolaringoiatra

Facciamo un po' di chiarezza

Il termine stesso “vertigine” è utilizzato in modo inappropriato il più delle volte, in quanto con esso ci si riferisce esclusivamente ad una sensazione illusoria di movimento, in genere di tipo rotatorio, in cui il soggetto colpito percepisce la stanza che ruota, altre volte addirittura vedendo tutto “sotto sopra”.

La testa pesante o la percezione di trovarsi su una barca non costituiscono infatti vertigine nel vero senso della parola e tali sensazioni possono dipendere da cause che nulla hanno a che vedere con l’orecchio, come ad esempio problematiche vascolari o cardiologiche.

L’orecchio, oltre ad essere l’organo dell’udito, è anche sede del controllo dell’equilibrio. L’elaborazione delle informazioni percepite ogni volta che muoviamo la testa nello spazio, o facciamo una capriola, quando acceleriamo con la macchina o prendiamo l’ascensore, passa per microscopiche strutture accolte nella parte più profonda del labirinto osseo e queste verranno poi comunicate al cervello.

Patologie dell’orecchio

I motivi per cui un paziente avverte vertigini di origine otologica (causate cioè da qualcosa che non va nell’orecchio), sono molteplici e spaziano da patologie benigne a condizioni ben più severe.

Una cosa è certa: indipendentemente da quale sia la diagnosi, il povero malcapitato si sente malissimo.

Per un tempo variabile la testa gira violentemente ed il più delle volte si associano sintomi quali nausea, vomito e mal di testa.

Principali patologie causa di sintomatologia vertiginosa

Tra le più comuni abbiamo la “vertigine posizionale parossistica benigna”, quella che in molti conoscono con il nome di “malattia dei sassolini”. Per motivi che ancora oggi la scienza non ha perfettamente identificato, può accadere che piccole particelle di ossalato di calcio, gli otoconi, si spostino dalla propria sede di appartenenza ed inizino a fluttuare liberamente nei canali del labirinto dell’orecchio interno, scatenando una violenta vertigine ogni volta che si muove la testa (soprattutto durante la flessione del capo, la sua estensione o quando si ruota su un fianco, ad esempio a letto).

La buona notizia è che questo tipo di condizione è risolvibile mediante una “manovra liberatoria”, che riposiziona queste particelle nella sede opportuna, con scomparsa del sintomo.

Esistono poi condizioni più gravi, come la Malattia di Mèniére, il deficit labirintico acuto o l’emicrania vestibolare. Diversamente dalla vertigine benigna, che dura pochi secondi, in questi ultimi casi i sintomi possono protrarsi fino a superare le 12 ore e con essi compaiono anche problemi uditivi (e non solo!). La terapia in quel caso è più complessa, da stabilire passo dopo passo in base al singolo caso.

Come si diagnosticano le vertigini?​

Indipendentemente da quale sia la causa, la diagnosi delle patologie vertiginose prevede una valutazione otoneurologica, un esame audiometrico tonale, ed un test della funzionalità vestibolare, eseguito tramite una specie di maschera a raggi infrarossi da applicare sul volto del paziente nel mentre che vengono esaminate tutte le posizioni “critiche” di stimolazione dell’organo dell’equilibrio.

Esiste una soluzione?​

È molto importante che i pazienti vengano rassicurati sulla propria patologia, ma anche che questa venga correttamente inquadrata da mani esperte: un errore di valutazione potrebbe costare al paziente il caro prezzo di continuare a stare male sentendosi dire che “non c’è niente da fare”. O peggio: che è colpa della cervicale (un falso mito ancora troppo diffuso in ambito medico).

Invece la soluzione c’è. Basta sapere dove e come cercare.

Professionalità Polimedica

Presso la Polimedica di Melfi, struttura di eccellenza ambulatoriale, che offre un’assistenza sanitaria specialistica a 360 gradi in oltre 25 branche mediche, è attivo anche il servizio di Otorinolaringoiatria, con la possibilità di accedere a visite (come quella otorinolaringoiatrica), esami e terapie, con i migliori specialisti e con tecnologie di ultima generazione.

foto dottoressa de Falco Fabrizia endocrinologa Basilicata

Articolo a cura della dott.ssa Fabrizia de Falco

Medico chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale.

Laureata in Medicina e chirurgia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, ha conseguito il titolo di specialista in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale, presso l’Università di Napoli “Federico II”.

Il suo percorso di formazione si è arricchito di numerose esperienze, tra cui diversi periodi di frequenza presso prestigiosi istituti di ricerca nazionali ed internazionali, quali il “Gruppo Otologico di Piacenza”, la “House Ear Institute di Los Angeles”, il “Massachusetts Eye and Ear Hospital di Boston” e il “Jenks Vestibular Lab” ed il Dipartimento di otorinolaringoiatria ed otoneurologia della “Harvard Medical School”.

Durante tutto il proprio percorso di specializzazione, la dottoressa de Falco ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali; ha inoltre completato svariati corsi di dissezione chirurgica e di perfezionamento per la pratica clinica. È attualmente iscritta alla “Audiology Vestibular International Science Academy” ed è membro delle principali società italiane ed internazionali di otologia ed otoneurologia.

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